Ed è stato proprio lì che il ragionamento ha iniziato a cambiare. Perché fino alla consegna il sistema era sotto controllo. I componenti venivano spediti in un imballo progettato appositamente per evitare qualsiasi contatto tra i denti. Ogni pezzo separato, stabile, protetto durante il trasporto. Un sistema pensato proprio per evitare urti e danneggiamenti accidentali. E infatti il sistema funzionava. Finché l’imballo restava chiuso.
Poi però il pezzo entrava nel processo del cliente. Veniva aperto, lavato, spostato tra reparti diversi, temporaneamente stoccato, appoggiato insieme ad altri componenti provenienti da fornitori differenti. E da quel momento in avanti diventava molto difficile capire cosa succedesse realmente al componente lungo tutto il percorso che porta fino al montaggio.Ed è qui che secondo me emerge uno dei problemi più sottovalutati nella gestione industriale moderna. Controlliamo molto bene il prodotto, ma spesso controlliamo molto poco tutto quello che succede attorno al prodotto.
Perché il componente viene verificato all’uscita della produzione. Ma cosa accade dopo? Quante volte viene preso in mano? Quanti contatti avvengono durante la movimentazione interna? Quante superfici funzionali finiscono accidentalmente a contatto tra loro? Quante condizioni iniziali garantite dalla produzione vengono perse nel momento in cui l’imballo viene aperto?Non sempre servono danni evidenti. A volte basta un piccolo contatto tra denti. Una micro deformazione quasi invisibile. Un segno superficiale apparentemente irrilevante. Poi però il componente arriva in montaggio e compare il rumore. Oppure una vibrazione anomala. Oppure un comportamento instabile che nessuno riesce a spiegare immediatamente.
A quel punto il problema emerge dove si manifesta, non dove nasce.Credo che questo sia uno dei punti più importanti oggi. Per anni abbiamo associato la qualità soprattutto a ciò che possiamo misurare: quote, tolleranze, rugosità, certificati, controlli dimensionali. Tutto corretto. Tutto necessario. Ma il comportamento reale di un componente dipende anche da tutto quello che succede tra una fase e l’altra. Dipende dalla movimentazione, dallo stoccaggio, dalle interazioni con altri componenti, dal modo in cui il pezzo viene gestito dopo la produzione.
Ed è qui che prodotto e processo smettono di coincidere.